Una fila infinita allo sportello, il numeretto in mano, la pazienza al limite. Chi non ha sognato di eliminare le code agli sportelli?
Ogni giorno in Italia migliaia di cittadini affrontano attese snervanti per un documento o una bolletta.
Oltre la metà degli italiani dichiara di aspettare più di 20 minuti in coda alle ASL, e circa uno su tre resta in fila agli sportelli anagrafe dei Comuni, con tempi d’attesa in netto peggioramento rispetto a vent’anni fa.
Il paradosso è che le code più lunghe si registrano proprio nelle regioni del Centro-Sud, come Calabria, Sicilia e Lazio, creando diseguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi.
Le conseguenze non risparmiano neanche l’economia: oltre il 70% dei piccoli imprenditori italiani lavora da solo, e se deve perdere una mattina in Comune è costretto a chiudere bottega e mettersi in fila.
Un rito quotidiano fatto di tempo sprecato, stress e opportunità mancate.
Eppure, c’è un’azienda italiana che ha deciso di mettere fine a tutto questo ed eliminare le code agli sportelli definitivamente (repubblica.it).
Eliminare le code agli sportelli: l’azienda italiana che punta ad azzerare le attese.
L’idea nasce a Isernia, in Molise, dove una piccola azienda tech ha trasformato l’utopia in realtà. Secretel Service ha brevettato un sistema rivoluzionario chiamato Sportello Remoto 4.0 per eliminare le code agli sportelli.
L’obiettivo? Portare gli sportelli pubblici e privati direttamente vicino ai cittadini, eliminare le code agli sportelli e ridurre al minimo gli spostamenti inutili, con un servizio più rapido e inclusivo.
Il sistema è così innovativo che Il Sole 24 Ore lo ha definito “una rivoluzione per i servizi al pubblico” (sportelloquattropuntozero.it), lodandone la capacità di migliorare l’accessibilità e l’efficienza dei servizi.
In parole povere, invece di far muovere le persone verso gli uffici, è l’ufficio a “teletrasportarsi” dalle persone, grazie alla tecnologia.
E il bello è che funziona davvero, tanto che oggi Sportello Remoto 4.0 è attivo in decine di sedi condivise tra Comuni, utility e Camere di Commercio, abbattendo le attese e i costi dal Veneto alla Calabria.
Risultato: meno tempo perso e la concreta possibilità di eliminare le code agli sportelli anche nei territori periferici.
Come funziona questa magia?
Immaginate una piccola stanza o postazione attrezzata nel municipio di un paese, in un centro commerciale o persino nella sede di un’azienda.
Il cittadino prenota l’appuntamento via smartphone, raggiunge la postazione all’orario stabilito, digita un codice e si ritrova faccia a faccia in video con un operatore.
Lo sportello virtuale è dotato di tutto il necessario:
- scanner e stampanti per scambiare documenti in tempo reale
- terminali per pagare con POS o tramite PagoPA
- firme digitali anche grafometriche e con OTP
- riconoscimento facciale per identificare l’utente in sicurezza
In pratica, il cittadino può fare tutto ciò che farebbe allo sportello fisico, ma senza doversi spostare dall’ufficio decentrato o affrontare la coda in sede centrale: è così che si riesce a eliminare le code agli sportelli e a garantire tempi certi.
“Lo Sportello Remoto 4.0 garantisce un accesso facilitato ai servizi – spiega il Comune di Isernia, che ha già adottato questa innovazione – grazie alla presenza di personale che si interfaccia con l’utente senza la necessità di recarsi personalmente presso gli uffici” (isnews.it).
Ogni operatore, dalla sede centrale o anche in smart working, può gestire più sportelli remoti contemporaneamente, ottimizzando le risorse e tagliando i costi rispetto a uno sportello tradizionale.
Non serve più tenere aperti tanti piccoli uffici periferici semi-vuoti: basta una stanza connessa e un referente in video collegamento per eliminare le code agli sportelli locali e garantire comunque un servizio umano e personalizzato.
Dalla PA alle utility: casi reali di sportello remoto
Quello che potrebbe sembrare un esperimento futuristico è in realtà già operativo in diversi contesti.
Il Comune di Isernia è stato uno dei pionieri: nel 2024 ha inaugurato tre postazioni di Sportello Remoto 4.0 in città, collocate nei punti strategici del territorio (dal centro fino a una frazione distante), con l’obiettivo di eliminare le code agli sportelli e portare i servizi più vicino ai cittadini.
Il sindaco Piero Castrataro ha parlato di un servizio che “rafforza la connessione tra cittadini e ente e velocizza le pratiche amministrative”.
Il cittadino isernino ora può richiedere certificati anagrafici, ottenere documenti o informazioni senza fare la fila in Municipio, con un enorme beneficio in termini di tempo e comodità: un passo concreto per eliminare le code agli sportelli nelle sedi centrali.
L’assessore Angelo Iannone sottolinea che i primi servizi attivi riguardano l’anagrafe (certificati, cambi di residenza, ecc.), ma presto verranno integrati tributi, permessi e molto altro, con tutti i documenti subito digitalizzati alla fonte.
Un aspetto innovativo è la visione “one-stop-shop” emersa a Isernia: il Comune ha proposto di mettere il proprio sportello remoto a disposizione anche di altri enti e aziende, dalla Camera di Commercio a società di servizi, così che i cittadini possano “sbrigare più pratiche recandosi a un unico sportello” e contribuire a eliminare le code agli sportelli tradizionali.
In prospettiva, quindi, lo stesso cabinato digitale potrà collegare ora con il Comune, ora con la Camera di Commercio, ora con un gestore di rifiuti o un’azienda di riscossione tributi – il tutto dal medesimo punto di accesso sotto casa (isnews.it).
Un esempio concreto di questa sinergia tra enti arriva dalla Calabria: la Camera di Commercio di Cosenza ha installato uno Sportello Remoto 4.0 nella frazione di Cantinella, nell’area ionica, per servire imprenditori e cittadini che prima erano costretti a farsi ore di macchina fino al capoluogo.
Adesso quei lunghi e scomodi viaggi dall’area jonica verso Cosenza sono un ricordo, perché presso la delegazione di Cantinella basta entrare nella cabina di sportello remoto e collegarsi in video con gli uffici camerali per ottenere certificati, visure, consulenze.
È un passo decisivo per eliminare le code agli sportelli e rendere i servizi più inclusivi anche nelle aree periferiche.
Questa introduzione innovativa mira proprio a colmare il divario territoriale: portare i servizi dove ce n’è bisogno, evitando che le aree periferiche restino indietro (sportelloremotoquattropuntozero.it).
Non solo Pubblica Amministrazione. Lo Sportello Remoto 4.0 trova applicazione anche in università e aziende.
L’Università del Piemonte Orientale ha inaugurato nel 2021 uno sportello remoto per la segreteria studenti nel polo di Asti, così da permettere agli iscritti di parlare con gli operatori universitari senza doversi recare in sede (uniupo.it).
Durante la pandemia, società come Solori S.p.A. (servizi finanziari e riscossione tributi a Verona) hanno utilizzato sportelli remoti per garantire assistenza nelle filiali periferiche rimaste senza personale, continuando a servire l’utenza in sicurezza e senza attese (veronasera.it).
Anche vari istituti bancari e gestori di utility stanno guardando con interesse a questa tecnologia: pensiamo ad aziende energetiche che potrebbero offrire consulenza da remoto nelle aree montane, o a banche che ottimizzano le filiali per eliminare le code agli sportelli grazie al collegamento video con un operatore centralizzato.
In tutti questi casi, il comune denominatore è migliorare l’esperienza del cliente evitando tempi morti.
Del resto, già oggi molte banche offrono sportelli ATM evoluti per operazioni base; lo sportello remoto porta questo concetto oltre, aggiungendo la presenza umana in video per le operazioni più complesse e la consulenza personalizzata.
Impatto sociale: meno diseguaglianze, più tempo e sostenibilità
Qual è il vero impatto sociale di una tecnologia come Sportello Remoto 4.0? I segnali sul campo sono incoraggianti.
Innanzitutto meno diseguaglianze territoriali: se la qualità dei servizi pubblici non dipende più dalla geografia, anche chi vive in piccoli comuni o zone rurali può accedere agli stessi servizi di chi sta in città, eliminare le code agli sportelli e farlo senza ore di viaggio.
L’esempio di Cantinella in Calabria è emblematico: un territorio periferico collegato in tempo reale con il capoluogo, anziani e imprenditori locali che risparmiano carburante e giornate di lavoro per una pratica che ora si risolve sotto casa.
Questo significa anche minor inquinamento e traffico: ogni pratica svolta da remoto è un’auto in meno sulla strada verso la città, in linea con gli obiettivi ambientali di riduzione delle emissioni.
Nel protocollo d’intesa a Termoli è esplicito l’obiettivo di tagliare spostamenti non necessari, ottimizzando la comunicazione tra enti e territorio (termolionline.it).
Eliminare le code agli sportelli vuol dire anche meno assembramenti e stress per gli utenti, un aspetto non trascurabile specie dopo l’esperienza del Covid-19.
Poi c’è il risparmio di tempo, forse la risorsa più preziosa oggi.
Secondo l’Agenda Digitale italiana, l’introduzione di servizi su appuntamento e videocollegamento può “ridefinire il modo in cui si va in Comune, eliminando le code agli sportelli” e semplificando la vita dei cittadini con un notevole risparmio di tempo.
Un incontro in video con il funzionario consente di evitare viaggi e attese in sala d’aspetto, mantenendo però il vantaggio del contatto umano “vis à vis”.
Durante l’emergenza sanitaria molti enti hanno sperimentato queste soluzioni di videoconferenza e ne hanno subito compreso i benefici: l’interazione de visu è salvaguardata, ma il flusso agli sportelli fisici si riduce drasticamente.
Anche quando l’appuntamento non è in presenza ma via computer, il servizio resta inclusivo: i sistemi adottati nei Comuni permettono di prenotare con facilità anche per telefono, pensando a chi ha poca confidenza con internet (agendadigitale.eu).
E con Sportello Remoto 4.0 si fa un ulteriore passo avanti: se un utente è impossibilitato a raggiungere la postazione remota (pensiamo a persone con disabilità o malattie), lo sportello arriva direttamente a casa sua.
Grazie all’applicazione integrata ReWeb, infatti, ci si può mettere in coda virtualmente da remoto, ricevere notifica del proprio turno e collegarsi in videochiamata con l’operatore dal proprio smartphone o PC.
Il tutto con la possibilità di inviare documenti e firmare digitalmente da casa, replicando al 100% l’esperienza di uno sportello fisico: un modo concreto per eliminare le code agli sportelli e allargare l’accesso ai servizi senza creare nuovi divari.
Verso un futuro senza file (già presente)
La battaglia per eliminare le code agli sportelli è in pieno corso.
Con il PNRR e lo Sportello Digitale Unico europeo, l’Italia accelera su modelli ibridi che uniscono tecnologia e relazione umana (affarieuropei.gov.it).
Qui Sportello Remoto 4.0 fa la differenza: porta operatori qualificati ovunque, permette a piccoli comuni di offrire gli stessi servizi delle grandi città e mantiene “vivi” i presidi nei borghi senza costi proibitivi. È la via più rapida e concreta per eliminare le code agli sportelli senza perdere il contatto umano.
Lo scenario è già realtà: reti di sportelli diffusi e interconnessi, poli multifunzione sul territorio (in linea con il progetto Polis di Poste) e servizi che si spostano online dove ha senso—dall’INAIL agli appuntamenti in video con caricamento documenti (agendadigitale.eu).
Risultato: meno attese, meno divari, più efficienza e sostenibilità.
In sintesi, la sfida per eliminare le code agli sportelli è iniziata e sta dando frutti tangibili. Il futuro degli sportelli ha un nome italiano—Sportello Remoto 4.0—e trasforma le file in un ricordo: eliminare le code agli sportelli non è più uno slogan, ma un cambio di passo già a portata di clic.





